Su pandemia e digitale ci facciamo sempre la stessa domanda. Ed è sbagliata!

La domanda sbagliata è…

I vaccini non si riescono a prenotare perché l’organizzazione e le piattaforme utilizzate sono un disastro. Di chi è la colpa? Dell’Unione Europea, del governo, delle regioni…

La didattica digitale non funziona. Di chi è la colpa? Del Ministro dell’Istruzione, degli insegnanti, del governo? (questo ci sta sempre, anche se piove).

La cultura digitale in Italia è carente. Di chi è la colpa? Ancora della scuola, del governo, degli investimenti mancanti.

Insomma la domanda è sempre la stessa: DI CHI È LA COLPA?

Se andiamo a vedere anche nelle dinamiche aziendali e nella nostra vita la domanda latente è sempre quella. A quante riunioni abbiamo partecipato (fisiche o virtuali) dove, a fronte di qualche difficoltà che nei progetti complessi come quelli digitali non mancano mai, l’obiettivo finale era trovare qualcuno (purché di una tribù diversa dalla propria) a cui addossare la colpa?

Credo che il concetto sia chiaro e l’esperienza comune lo supporti abbondantemente. È una forma di cecità collettiva che ci spinge a cercare la colpa invece che vedere il problema come un’occasione per fare grandi (o piccole ma significative) cose! Alcuni hanno aperto gli occhi e si sono posti una domanda diversa: COSA POSSO FARE?

Anche qui ognuno può metterci i propri esempi, a me vengono in mente alcuni esempi che ho incrociato negli ultimi giorni e mesi che vorrei ringraziare:

  • I ragazzi diciottenni che ricondizionano e regalano PC agli studenti che ne hanno bisogno:

https://www.youtube.com/watch?v=x0mqHdDFGos

  • I docenti “capovolti”:

https://flipnet.it/[1]

  • Chi si è inventato un gioco per insegnare ai ragazzi una vera cultura del digitale:

https://www.linkedin.com/pulse/cittadini-digitali-responsabili-un-gioco-per-lempatia-boldrini

  • Consorzio.it, che ha avviato un’iniziativa per formare gli alunni che a loro volta formeranno i genitori ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione:

  • [Qui ognuno può mettere la sua lista personale… e magari segnalatemi realtà e persone da ringraziare nei commenti al post!]

Per chiudere: l’immagine iniziale è di un religioso e artista, M. I. Rupnik[2], e rappresenta la guarigione del cieco nato. Nella liturgia Ambrosiana era il vangelo di oggi. Anche lì tutto parte dalla solita domanda: “Chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?” (Gv. 9, 2). Insomma, DI CHI È LA COLPA? Non vi voglio fare spoiler sul finale, ma la cecità è vista come OCCASIONE per fare grandi cose!

[1] Si veda anche: https://www.yottabronto.net/alice-classe-capovolta/

[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Marko_Ivan_Rupnik